Storia

Fondazione della parrocchia

La prima menzione fatta da Gallo Anonimo documenta l’esistenza di una chiesa a Spycimierz già nel 1106. Siccome la costruzione della chiesa era allora legata allo stesso tempo con la fondazione della parrocchia, bisogna costatare che la parrocchia era stata fondata prima del 1106 e che apparteneva al vicariato di Warta. Ne avevano custodia i sacerdoti della diocesi. Un cambiamento notevole riguardante lo status della parrocchia ebbe luogo nel 1491, quando la parrocchia fu stata incorporata nella collegiata di Uniejow e affidata al collegio dei mansioner. Solo dopo il 1865 Spycimierz ebbe il proprio parroco. Dopo il 1818 la parrocchia si trovò nei confini della diocesi di Cuiavia e Kalisz, nel vicariato di Uniejow.

Durante la II guerra mondiale il parroco don Marian Chwiłowicz non abbandonò, nonostante certi avvertimenti, i suoi parrocchiani, ed espulso dalla canonica si trasferì alla casa dell’organista e da lì amministrava la parrocchia. Proprio lì fu arrestato dai nazisti e deportato al campo di concentramento di Dachau, dove morì il 27 luglio 1942.

Nell’anno 1943 i tedeschi distrussero in modo barbaro la chiesa e poi bruciarono la croce miracolosa, dalla quale rimase solo il Capo di Cristo. Questo cimelio straordinario proveniente dalla croce miracolosa si è trovato poi nel Museo Nazionale di Poznan nella sezione Pittura Medievale.

Parroci e amministratori della parrocchia di Spycimierz

Don Henryk Wieczorek (V-IX 1945); don Lucjan Zielonkiewicz (1945-1958); don Karol Mendera (1958-1960); don Zenon Mateja (1960-1971); don Bronisław Karwowski (1971-1977); don Wojciech Krzywański (1977-1993); don Krystian Michalak (1993-1995); don Krzysztof Czyżak (1995-2000); don Maciej Dyoniziak (2000-2008); don Wojciech Kaźmierczak (2008-2017); don Dariusz Ziemniak (dal 2017 finora).

Storia della chiesa di Spycimierz

La prima menzione di una chiesa ubicata presso la città di Spycimierz risale al 1106/7, scritta da Gallo Anonimo, il quale ricordò l’arcivescovo di Gniezno, Martino. La chiesa dovette essere stata costruita prima. Non ne sappiamo niente di più, abbiamo solo quella descrizione fatta da Gallo: era di legno con arcate.

La seconda chiesa, finanziata probabilmente dall’arcivescovo di Gniezno dopo il 1347, era consacrata: ne costituiscono prova le iscrizioni sulle mura. Nel 1612 doveva essere già molto veccchia, perché nemmeno gli abitanti più anziani sapevano chi fosse il suo patrono, a chi fosse dedicata. Poco prima di quell’anno ci venne eretto un nuovo altare dedicato alla Madonna di Czestochowa.

Chiesa di Spycimierz nel Settecento e Ottocento.

Negli atti di visita del 1728 c’era informazione secondo la quale la chiesa era stata dedicata all’Innalzamento della Santissima Croce e l’anniversario della sua dedicazione veniva festeggiato la prima domenica dopo la festa di San Francesco. Era una chiesa di legno orientata longitudinalmente con una torretta al centro. Il terzo altare dedicato a sant’Onofrio fu costruito nel 1728. Nel  1779 la condizone della chiesa veniva definita con la parola miserabile. Le pareti erano incurvate, il soffitto era vecchio. Anche se, da una parte, avevano allungato e riparato il tetto fatto di scandole, la torretta e la sagrestia erano in condizioni orribili. Nell’altare principale dedicato alla Santa Croce si trovava un’immagine dipinta di Gesù Crocifisso con elementi dorati. Era circondata da un culto speciale essendo famosa per i miracoli: ne costituivano prova molti ex-voto di ringraziamento, derubati poi dagli invasori svedesi e dai ladri.

La condizione squallida della chiesa fece sì che nel 1780 il vescovo coadiutore di Kamieniec  Jan Mikolaj di Dembowa Gora Dembowski, visitatore della collegiata di Uniejow, agendo per l’autorizzazione dell’arcivescovo Antoni Kazimierz Ostrowski, ordinò al senior dei mansioner Wieczorkiewicz di costruire una nuova chiesa a Spycimierz. Certe somme di denaro erano già state raccolte e depositate presso il canonico di Uniejow, Sztein. I fondi mancanti dovevano essere conseguiti grazie alla vendita dell’argento proveniente probabilmente dagli ex-voto.

La nuova chiesa fu costruita in modo abbastanza veloce: già negli anni 1783-84. In quel periodo probabilmente ci trasportarono anche il campanile da Uniejow. Venne costruita una chiesa di legno (in parte era il legno di larice) su fondamenta in laterizi, senza nessuna cappella, con una torretta a forma di cupola. Al centro della chiesa c’era una torretta. La chiesa venne dedicata da don Jan Piglosiewicz, canonico di Uniejow, in base all’autorizzazione da parte del concistoro di Lowicz. La chiesa ricevette probabilmente il suo vecchio arredamento e la stessa dedicazione di prima. L’altare principale con la figura di Cristo crocifisso molto rovinata era dipinto di nero ed era dorato. C’erano anche due figure: una di sant’Adalberto, l’altra di san Stanislao. Dal lato destro, nell’altare di sant’Onofrio c’era l’immagine di santa Maria Maddalena. Presso il pulpito, alla parte sinistra, ci si trovava l’altare della Madonna di Czestochowa e nella sua parte superiore c’era il quadro dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria. Nel 1863 la croce d’argento venne destinata a sostenere finanziarmente l’Insurrezione di novembre. La chiesa era anche ben fornita in paramenti liturgici. L’arredamento cambiò solo all’inizio del Novecento.

Novecento

Nel 1920 nella chiesa fu collocato un nuovo crocifisso e il vecchio venne trasferito al cosiddetto Getsemani. Nell’altare eretto a destra fu appreso nel 1929 il dipinto del Cuore di Gesù, finanziato da Jozefa Dzieciatkowska, il quale veniva coperto con un altro quadro: quello di sant’Onofrio. Nell’altare di sinistra, invece, fu appeso il quadro di san Giuseppe, con il quale veniva coperta l’immagine della Madonna Nera. In quel periodo venne effettuato, probabilmente, il restauro della parte esterna della chiesa.

La seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale è un periodo oscuro nella storia della chiesa e della parrocchia. Così lo descrive una delle parrocchiane: Vedo davanti ai miei occhi delle immagini piene di terrore, sgomento, tra cui le scene drammatiche del furto avvenuto nella nostra chiesa parrocchiale. Non ricordo la data precisa, né anno, né mese, né giorno (1943), ma è stato indubbiamente un giorno doloroso per tutta la parrocchia, anche per la nostra famiglia. Davanti alla chiesa di Spicimierz c’era un grande carro a rastrelliera trainato da due cavalli neri. La chiesa era aperta: portavano fuori l’arredo liturgico: stendardi, statue, crocifissi ed altre cose. Non mi ricordo chi lo facesse. Nella mia memoria sono rimaste due persone: il commissario tedesco e un parrocchiano polacco, il quale conosceva la “loro” lingua. Quel commissario teneva in mano l’ostensorio e cercava di romperne i raggi, ma non ci riusciva… Intorno al carro giravano alcuni bambini spaventati… Il polacco che assisteva al furto, ci passava di nascosto alcuni oggetti destinati all’esportazione, solo quando era possibile… I genitori erano seduti tristi e in lacrime. Il babbo disse: „Il giorno è venuto! Forse in futuro Dio permetterà che ci sia ancora una chiesa e forse questi oggetti ancora ci serviranno!”… La chiesa di Spicimierz venne demolita e dal materiale di demolizione costruirono a Uniejow

“szlachtuz”, macello di animali (suor Hanna Klata, Bylo – nie minelo. Gaweda o Spicimierzu, in: Lad Boży, supplemento al settimanale Niedziela n. 16/2000, s. 3).

Periodo postbellico

Nel maggio 1945 arriva a Spycimierz don Henryk Wieczorek. Negli 1945-46 costruisce una chiesa di legno con la vecchia dedicazione. Nel 1948 viene eretta la torre. Negli anni 1977-83 essa è stata restaurata accuratamente. Gli altari laterali sono stati portati da Skeczniewo.

Bisogna ricordare che la chiesa di legno del dopoguerra fu costruita in un periodo difficile utilizzando il materiale accessibile allora e non aveva un grande valore architettonico. Perciò, quando Józef Gawłowski proveniente da Spyciemierz effettua una donazione per la costruzione della cappella funebre nel cimitero, nasce l’idea di costruire una nuova chiesa murata

Tempi moderni

La chiesa attuale è stata costruita negli anni 1986-1992, grazie ai tentativi del parroco don Wojciech Krzywański e grazie ad un grande impegno dei parrocchiani e del padre Florian Pełko, gesuita, nato in questa parrocchia. La nuova chiesa è stata costruita sul disegno del dott. ing. Jan Kopydłowski di Poznan. È in mattoni ed è coperta di ramiere in lame. La polichromia è affresco al fresco e sgrafitto secondo il progetto di Gizela clarisse di Torun e di Jerzy Pasternak di Cracovia. Gli affreschi fanno riferimento alla dedizione della chiesa e alla presenza millenaria della Chiesa nella storia della nazione polacca.

Nel dossale dell’altare principale sono stati collocati alcuni elementi dell’arredo della vecchia chiesa, fra cui le sculture: Dio Padre (inizio del XVIII sec.), Cristo Crocifisso (XVII/XVIII sec.), la figure di Madonna, di san Giovanni Evangelista, di santi Pietro e Paolo (XVIII sec.), ed anche di santo Stanislao Vescovo (metà del XVIII sec.) e di san Floriano (XVII/XVIII sec.). La chiesa è stata dedicata dall’ordinario di Breslavia, vescovo Bronisław Dembowski il 13 ottobre 1992. Nella chiesa c’è anche un dono papale particolare: busto di marmo del papa polacco, opera dell’artista italiano Albino Sirsi, e le reliquie del Sangue di san Giovanni Paolo II.