Storia

Spycimierz attraverso i secoli

Nelle fonti storiche si incontrano due versioni della denominazione della località Spycimierz: la più antica è Zbuczmir (il documento di Mogilno), poi c’è Spycimir (i tempi di Dlugosz) e infine Spicmierz (inizio del XVI sec.). Alla fine del Settecento veniva usata la denominazione Spicimierz. Attualmente parliamo di Spycimierz.

Una volta ci si trovava la sede del principe e del castellano che doveva proteggere al nord il confine della Terra di Leczyca, e poi il confine orientale della Terra di Sieradz. Della vecchia città del castellano è rimasta una castreña conica ubicata all’est dalla Spycimierz attuale; si trovava nella prossimità dei fiumi Warta e Czarna Struga. La menzione più antica di questa sede (Zbuczmir) è contenuta nel cosiddeto documento di Mogilno del 1065. L’antichità della località è confermata dalla presenza delle sepolture con le ceneri scoperte sul luogo. Gallo Anonimo annotò nella sua cronaca che il principe Boleslao soprannominato Krzywousty (Boccatorta) durante i combattimenti con il suo fratellastro Zbigniew, dirigendosi da Kalisz a Spycimierz, aveva imprigionato lì l’arcivescovo Martino. Quella guerra fraterna è datata solitamente per l’autunno o l’inverno del 1106/1107. Talvolta per tale ragione si ritiene che in quei tempi ci fossero a Spycimierz la chiesa e la parrocchia. Per la seconda volta Spycimierz si trovò sulle pagine della cronaca nel 1108. Da ciò risulta che proprio a quell’anno risale la prima, la meglio documentata menzione riguardante la chiesa locale. Era una costruzione di legno e dai dettagli di costruzione si sa che ci si trovava anche un portale di legno coperto dal tetto. Non era nuova, per cui è molto possibile che la chiesa di Spycimierz esistesse già nel 1106 (dalla conferenza del professore dell’Uniwersità di Lodz Jan Szymczak tenuta durante le celebrazioni dell’anniversario di 900 anni della fondazione della parrocchia di Spycimierz).

Dai documenti risulta quindi che la chiesa di Spycimierz aveva già allora il carattere indubbiamente parrocchiale: si trattava della parrocchia del paese. Essa occupa un’importante sesta posizione fra le parrocchie (oltre alle sedi vescovili), quali Giecz (1039), Cieszyn, Wislica, Inowlodz i Krobia (tutte risalenti al XI sec.); la seguono Głogow (1109), Sandomierz i Zawichost (1148), Legnica (1149) e tante altre, più note sedi parrocchiali, (citazione tratta dalla fonte indicata sopra).

Tutto iniziò grazie a Spycimir

Secondo la tradizione riportata da Paprocki il villaggio ubicato presso la località fu costruito da un certo Spycimir, il quale durante i tempi di Ladislao Herman lo diede agli arcivescovi di Gniezno. Infatti, la Bolla di Gniezno di Innocenzo II del 1136 elenca Spycimierz fra le proprietà appartenenti agli arcivescovi.

Nel 1331 la località venne bruciata dai cavalieri teutonici, tuttavia rinacque dalle rovine. C’è anche un’informazione, secondo la quale il re Casimiro il Grande nel 1347 scambiò Spycimierz con l’arcivescovo Jaroslaw Bogoria Skotnicki per i beni arcivescovili di allora, quali Przedecz, Zarowo e Monice. Spycimierz aveva condizioni favorevoli per diventare organismo urbano. Si trovava su un’importante rotta commerciale che partiva dalla Moravia attraverso Sieradz, Uniejow, Leczyna nella direzione della Pomerania di Danzica. C’erano il mercato e il banco delle imposte presso il traghetto sul fiume Warta. Ma a causa del suo declino graduale Spycimierz perse l’opportunità di diventare città, al contrario della vicina Uniejow.

Un elemento importante ed interessante relativo alla storia di Spycimierz è l’informazione di Jan Dlugosz sull’orologio solare più antico in Polonia che si trovava proprio lì. La sua versione contemporanea e allo stesso simbolica è stata costruita nel 2014 nell’ambito del progetto „Riassetto viario del percorso Corpus Domini – tappa II”.

Dal XVI al XIX sec.

All’inizio dell’epoca moderna Spycimierz conteneva sette laneus (misura di superficie nell’Europa orientale) e solo quattro di essi erano popolati dalla gente (sono i dati del 1512). Ci sono anche menzioni su due proprietari terrieri e 14 pescatori. Nel 1728 la parrocchia di Spycimierz era composta da 200 fedeli. Nel 1775 nel paese c’erano 30 edifici abitabili. Nel 1793 dopo la II spartizione della Polonia il paese venne annesso alla Prussia e in seguito alla secolarizzazione dei beni ecclesiastici nel 1796 divenne proprietà del governo. Invece in seguito alle decisioni del Congresso di Vienna nel 1815 Spycimierz fu annesso alla Russia (nel voivodato di Kalisz). I dati del 1827 informano che nel paese c’erano 50 case abitate da 434 persone.

Nel 1836 Spycimierz per i meriti riguardanti la repressione dell’Insurrezione di novembre divenne proprietà del generale Karol Toll e poi del suo erede, conte Aleksander Toll. Rimase in possesso della famiglia di Toll fino alla fine della I guerra mondiale. Nel 1864 venne introdotta la riforma di manomissione dei contadini. Nel 1890 c’erano 71 case.

XX-XXI sec.

Negli anni Trenta del Novecento a Spycimierz venne costruita la torre d’avvistamento dei vigili del fuoco volontari. Dopo la II guerra mondiale al posto della chiesa demolita costruirono una nuova chiesa di legno sostituita negli anni 1986-1992 da una chiesa murata. Nel Novecento la località venne devastata dal fuoco (negli anni 1937 e 1971), per cui bruciarono addirittura 64 fattorie. Invece l’ultima grande inondazione minacciò Spycimierz nell’agosto 1939.

Spycimierz è oggi uno dei più grandi paesi del comune Uniejow. Occupa la superficie di 613,12 ettari. Secondo i dati aggiornati per il giorno 31 XII 2010 c’erano 348 abitanti.