Corpus Domini di Spycimierz 2020

Per via delle restrizioni associate alla pandemia Covid-19 il Corpus Domini di quest’anno differisce dai precedenti. Ovviamente si tratta della formula della celebrazione in quanto la dimensione spirituale rimane come sempre profonda.

Chi è venuto a Spycimierz in quel giorno certamente non se ne sarà rammaricato, perché è stato un testimone oculare della più alta maestria dell’arte delle infiorate, sebbene l’intero tappeto non fosse lungo due chilometri come ogni anno al solito, ma contava circa 170 metri ed fosse effettuato intorno alla chiesa. Questo è un ottimo esempio del fatto che la quantità non è poi così importante come il cuore e la passione.

Grupa osób układa dywan z żywych kwiatów na chodniku

Vale la pena di citare le parole di Janusz Tatarkiewicz, artista, fotografo, autore delle foto dell’album „Corpus Domini di Spycimierz. Patrimonio cultrurale immateriale”. La specificità delle composizioni di quest’anno consisteva nel realizzarle presso le vie intorno alla chiesa, grazie a cui il verde lussureggiante dei prati creava un passe-partout naturale per composizioni multicolori.

Quest’anno il Corpus Domini cadeva un po’ prima rispetto al solito, il che consentiva l’uso di fiorni in quantità più elevate. Essendoci presente fin dalle prime ore del mattino e partecipando insieme agli abitanti della parrocchia alla creazione di tappeti, si poteva avere l’impressione di partecipare alla realizzazione dello scenario per un grande spettacolo. Si potevano ammirare il colore, le forme, la perfetta lavorazione e l’impegno delle persone. Da ammirare c’era anche la gradevole fragranza dei fiori, ma questo non può essere rispecchiato dalle fotografie.

KObieta klęczy i układa wzór z żywych kwiatów

Il distanziamento non ci ha allontanati. E soprattutto non ci ha fermati

Un frammento del percorso del Corpus Domini all’ingresso della chiesa era riservato agli ospiti italiani, rappresentanti dell’Associazione „Infioritalia”. Le composizioni floreali create da loro attiravano sempre l’attenzione dei visitatori.

Quest’anno gli italiani non sono potuti venire, ma hanno lanciato un progetto comune per mantenere stretti legami in questo momento difficile. Sotto lo slogan ” Il distanziamento non ci ha allontanati. E soprattutto non ci ha fermati „, tutti i membri dell’Associazione, tra cui Spycimierz, hanno messo insieme nelle loro città, usando tecniche tipiche, un identico dipinto floreale secondo un progetto di Aldo Longobardi di San Valentino Torio. L’immagine raffigurava simboli associati alla festa del Sacro Corpo e al Sangue di Cristo e il fiore era il logo dell’Associazione. Il bozzetto era diviso in linee a forma di puzzle (il creatore di questo elemento è il sacerdote della parrocchia di Cusano Mutri). Questo dettaglio ha enfatizzato l’unificazione di molti elementi, che fino alla vacanza stavano separati a causa del distanziamento sociale dovuto alla pandemia di Covid-19.

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Le ricerche eseguite secondo il programma previsto

Alla cerimonia non potevano mancare gli scienziati che già da due anni stanno analizzando il fenomeno del Corpus Domini di Spycimierz. L’obiettivo principale è quello di redigere il primo resoconto in Polonia sulla protezione del patrimonio culturale immateriale insieme a raccomandazioni per i residenti. Gli effetti andranno a beneficio delle comunità che coltivano varie tradizioni in tutta la Polonia.

Kobieta w bluzce w paski i mężczyzna w czerownej koszulce pozuja do zdjęcia.
La professoressa Katarzyna Smyk e il Sindaco della città di Uniejów – Józef Kaczmarek

L’11 giugno, a Spycimierz è venuto un team di etnologi (dell’Università di Maria Curie-Skłodowska di Lublin, dell’Università di Adam Mickiewicz di Poznań e del Museo nazionale dell’agricoltura e dell’industria agroalimentare di Szreniawa) nonché un team di geografi dell’Università di Lodz. La ricerca è cofinanziata dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale e dal Comune di Uniejów.

– Abbiamo fatto diverse interviste e osservazioni durante la posa del tappeto, la liturgia e la pulizia della piazza dopo la cerimonia – afferma la profesoressa Katarzyna Smyk. – Ci siamo concentrati su diverse aree come ad esempio la collaborazione dei residenti di Zieleń nell’impostare la porta e i loro messaggi sul Corpus Domini del passato e quello presente. La seconda direzione di ricerca sono le famiglie che da molto tempo allestiscono gli altari. Il terzo ramo infine – di cui ero responsabile – erano le conversazioni con gli abitanti più anziani del villaggio.

I team di ricerca hanno anche affrontato il problema dell’impatto di una pandemia sulla festività. – Sia me che gli abitanti di Spycimierz eravamo profondamente colpiti dal fatto che il Corpus di quest’anno era un grande punto interrogativo, che la lunghezza dei tappeti dovevano essere ridotta 10 volte rispetto al solito – sono dei problemi seri che potrebbero suscitare ansia alla comunità, sconvolgerne l’omeostasi. Fortunatamente, nonostante molti dubbi tutto è andato bene – anzi, dal punto di vista dei ricercatori – perfettamente. Gli abitanti sono stati all’altezza del compito, la festa è stata straordinaria nel senso più positivo. I parocchiani hanno dimostrato un’altra volta come un’opera dedicata a Dio li ha uniti – sottolinea Katarzyna Smyk.

„Villaggio dipinto con fiori”
Poco prima del Corpus Domini di quest’anno, il Centro di Cultura di Konin ha pubblicato in Internet un filmato „Villaggio dipinto con fiori” del 1988, il cui autore e coproduttore è Andrzej Moś. Le foto sono state scattate nel 1986 e questa è probabilmente la prima documentazione cinematografica della celebrazione del Corpus Domini di Spycimierz.

Il documentario è stato proiettato durante il primo seminario nel 2018. Andrzej Moś che n’era l’ospite speciale, ha parlato del backstage del lavoro sul documento. Gli abitanti di Spycimierz hanno osservato il film con notevole emozione: dopo quasi 35 anni, il villaggio è cambiato e molti eroi di questa pubblicazione non sono più tra noi. Invitiamo a leggere i ricordi dell’autore e guardare il film sul sito del Centro di Cultura di Konin (Koniński Dom Kultury).

La galleria delle foto di Janusz Tatarkiewicz e Izabela Tatarkiewicz.